CONCLUSA LA MOSTRA DI SAN VALENTINO

“Ho trovato davanti a me persone capaci ed altrettante che non avevano mai usato un pennello. É stata decisamente un’avventura. Oggi, con immenso entusiasmo, sono orgogliosa di presentare la loro seconda esposizione”.

Queste lusinghiere espressioni appartengono a Maddalena Cecutti, l’esperta che segue da oltre tre anni l’attività dei laboratori di disegno e pittura organizzati, assieme a quello di fotografia, da Buonavia Odv per persone over 65: il 23 settembre 2024 è iniziato il terzo progetto, finanziato dal Comune di Udine e denominato: L’arte: una strada per il benessere.

A Maddalena Cecutti fa immediatamente eco Giorgio Zuppello, responsabile del laboratorio di fotografia: “Siete stati bravissimi, avete fatto un ottimo lavoro. Sono orgoglioso di voi”.

Ma di che si tratta? A che cosa si riferiscono le parole pronunciate dagli esperti dei laboratori “artistici”?

Occorre fare un passo indietro e riandare a lunedì 20 gennaio scorso, giorno in cui, con il laboratorio di disegno, è ripresa l’attività dopo la sospensione dovuta alle festività natalizie ed al secondo laboratorio di iconografia. Agli iscritti presenti in quella mattinata, Maddalena Cecutti si rivolge con questa proposta: il 14 febbraio, com’è noto, ricorre la festa di S. Valentino, particolarmente sentita e tradizionalmente celebrata nel Borgo Pracchiuso, dove si trovano la Basilica delle Grazie e la sede dei laboratori di Buonavia. Perché, dunque, non trarre ispirazione dalla festa e dal contesto in cui si svolge per realizzare delle opere da esporre in quei giorni nel Chiostro della Basilica? 

Detto, fatto! Come già ampiamente dimostrato, questi allievi sono aperti ad ogni sfida, desiderano misurarsi con ogni nuova proposta, senza anteporre perplessità, titubanze, o evidenziare innanzitutto problemi ed ostacoli, accampare scusanti e pretendere assicurazioni. Manca meno di un mese? Certo si tratta di una difficoltà oggettiva, tuttavia, con l’aiuto della maestra e dedicandosi con  l’impegno necessario, senza lesinare tempo ed energie, è possibile farcela. Così, ognuno sceglie uno scorcio del Chiostro o un elemento caratteristico attinente alla festa di S. Valentino e si lancia nell’impresa.

La stessa proposta, ampliata nel contenuto, viene riportata agli iscritti al laboratorio di fotografia, ai quali viene consigliato di rappresentare non solo il Chiostro nei suoi vari elementi ed i tradizionali simboli di S. Valentino, ma anche via Pracchiuso con i suoi negozi, i bar, le botteghe artigianali e tutto ciò che fa parte della vita di un luogo tra i più caratteristici e ricchi di tradizioni della nostra città. Anche in questo caso, nessuna obiezione da parte dei fotografi ma, al contrario, un’adesione entusiastica ed incondizionata.

Sono state settimane impegnative, in cui nessuno si è risparmiato, ma come sempre accade quando si ama ciò che si fa, sulla fatica sono prevalsi la curiosità di esplorare nuovi contenuti, l’orgoglio di esporre in pubblico le proprie opere, la serenità di un luogo in cui si fondono armonicamente impegno e buonumore.

Naturalmente, terminato di dipingere, di disegnare, di fotografare, l’attività non si è conclusa. Rimaneva, infatti, da svolgere un compito più prosaico, ma non meno importante e cioè l’allestimento della Mostra che, come già sperimentato nel giugno scorso in occasione della prima esposizione delle opere realizzate dai partecipanti all’Atelier di Buonavia, richiede tempo ed una miriade di svariate operazioni. É stato bello vedere all’opera insieme, senza distinzioni di categorie, insegnanti ed allievi, organizzatori, collaboratori e volontari. Alla fine, come da programma, giovedì 13 febbraio, vigilia di S. Valentino, le opere comprendenti 15 quadri e 31 fotografie sono state collocate sugli appositi espositori predisposti nel Chiostro della Basilica delle Grazie, precedute da una bellissima locandina di presentazione realizzata, ovviamente, da uno dei partecipanti al laboratorio di pittura.

La  sequenza delle tele e delle foto catturano immediatamente l’attenzione per la familiarità dei contenuti con l’ambiente circostante (chiostro, festa e quartiere): in particolare, i dipinti che hanno come oggetto il Chiostro, propongono gli archi, le volte, i corridoi, gli androni, le lunette con le immagini e, addirittura, con le scritte in latino, lasciando trasparire la luce che, insinuandosi dalle porte e dalle arcate fra le colonne, illumina e fa risaltare i particolari: ne deriva un senso di serenità e di pace che solo il richiamo al sacro riesce ad infondere. 

La serie delle foto impressiona, invece, per la varietà e la ricchezza degli argomenti trattati soprattutto per quanto riguarda la vita del borgo che emerge in tutta la sua vivacità ed autenticità negli oggetti, negli animali, nei volti, nei gesti e nelle diverse attività quotidiane: uno spaccato di vita semplice ed autentica come raramente è possibile cogliere oggi nelle città. L’attività fotografica ha permesso, inoltre, un contatto non formale ma genuino e cordiale con molti dei protagonisti della vita di via Pracchiuso, che sono stati felici ed orgogliosi di essere stati ripresi e riconosciuti dai conoscenti che hanno visitato l’esposizione.

Nella classica fotografia, davanti alla Mostra, i volti dei pittori trasmettono oltre il consueto entusiasmo, una tranquilla, chiara consapevolezza di un altro traguardo raggiunto nella propria realizzazione umana e nei rapporti interpersonali. Qual è il segreto? Nessun segreto, né tanto meno ricette. Basta lasciarsi stupire dalla realtà intorno a noi ed assecondare lo sconfinato desiderio di bellezza del nostro cuore.

L. C.

ESPOSIZIONE NEL CHIOSTRO DELLE GRAZIE in occasione della festa di S. VALENTINO di BORGO PRACCHIUSO

Nel mese di ottobre 2024 il Comune di Udine – U.O. Progetti Area socio sanitaria (Città Sane) ha finanziato il progetto LARTE: UNA STRADA PER IL BENESSEREpresentato dall’associazione Buonavia Odv, che proponeva la realizzazione di laboratori artistici destinati a persone over 65 e a rischio solitudine.

La motivazione alla base di una scelta progettuale orientata ad attività artistiche è che risulta dimostrato il potere delle arti nel migliorare il benessere, e una delle caratteristiche di innovazione di questo progetto consiste proprio nel promuovere salute attraverso la scoperta e l’espressione delle proprie sensibilità artistiche.

È stato quindi possibile attivare laboratori nell’ambito delle arti figurative (disegno, pittura, fotografia con smartphone) in cui promuovere l’apprendimento di tecniche specifiche e il confronto/condivisione delle proprie esperienze sul campo da parte dei partecipanti.

I laboratori del progetto, infatti, sono spazi aperti al contributo e al confronto in ambito artistico, prescindendo dagli specifici livelli di preparazione e di esperienza nel campo delle arti figurative; nonostante le fragilità legate all’età e/o alle condizioni di salute, i partecipanti hanno potuto iniziare, anche con entusiasmo, qualcosa di completamente nuovo senza paura.

Persone entrate nella cosiddetta “terza età”, attraverso le arti figurative in cui si stanno impegnando, possono imparare a guardare ancora con occhi nuovi.

Inoltre, attraverso le attività dei laboratori è possibile riscoprire la città di Udine ed i suoi angoli caratteristici, a volte preziosi gioielli che l’abitudine non ci fa più notare ed apprezzare.

In questo filone si colloca la prima delle esposizioni dei lavori previste dal progetto, che sarà realizzata nel chiostro della Basilica delle Grazie, in cui troveranno posto le tele prodotte con pittura a olio dai partecipanti, i disegni e le stampe delle fotografie realizzate con smartphone aventi come tema ispirante la festa di San Valentino, tradizionale evento di Borgo Pracchiuso, e il suo contesto.   

La visita è libera nelle ore di apertura del Chiostro, dal 14 al 19 febbraio dalle 8 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.

SECONDO LABORATORIO DI ICONE

Giovedì 16 gennaio si è concluso il secondo laboratorio di Icone organizzato da BUONAVIA ODV all’interno del progetto L’ARTE: UNA STRADA PER IL BENESSERE, finanziato dal Comune di Udine nell’ambito di OMS “Città Sane” e indirizzato a persone ultrasessantacinquenni.

Il laboratorio era iniziato martedì 7 gennaio nei locali dell’Atelier, in piazza I maggio 24.

I partecipanti, che avevano frequentato nel marzo 2024 il primo laboratorio, hanno aderito con entusiasmo alla proposta di realizzare un’icona di scuola greca raffigurante la Madre di Dio della Tenerezza, pur sapendo che si sarebbe trattato di un’opera ben più complessa ed ardita del Cristo Pantocratore prodotta nel primo corso. In questo caso, infatti, le figure da rappresentare erano due e comprendevano non solo il volto, ma anche la parte superiore dei soggetti, in particolare il manto della Vergine, ampiamente drappeggiato. Ma, si sa che le imprese quanto più appaiono ardue tanto più esercitano attrattiva e, soprattutto, che l’esperienza vissuta in precedenza, così umanamente ricca e gratificante, richiedeva una completa conferma.

La garanzia per un felice, proficuo percorso era dunque fornita dalle forti motivazioni dei partecipanti, ma l’asso nella manica era rappresentato dalla maestra, Marilisa Cosatti, che da Genova si è presentata puntuale all’inizio fissato per il laboratorio, entusiasta e determinata come e più degli allievi. Come si conviene incominciando un cammino lavorativo, l’iconografa ha presentato il progetto, cioè l’opera da realizzare, consegnando a ciascuno una immagine della stessa, una serie di fotocopie delle varie fasi della scrittura delle due figure e, quindi, la strumentazione necessaria: la tavola in legno gessato, i pennelli di vario tipo e dimensione, le ciotole e le varie polveri, tuorlo d’uovo e vino per ricavare i colori, e la foglia d’oro. La “Preghiera dell’iconografo” ha dato inizio, il primo e tutti gli altri giorni, all’attività che è poi proseguita, con una breve pausa, per l’intera mattinata, in un clima, via via più intenso, concentrato e nello stesso tempo disteso, cordiale e collaborativo.

La maestra è stata, naturalmente, la guida indispensabile, dimostrando tutta la propria competenza, disponibilità ed illimitata pazienza nello spiegare, nel ripetere, nel correggere, nel valorizzare ogni minimo progresso ed ogni piccolo traguardo conquistato.

Ma chi l’ha detto che seguire delle indicazioni, tentare di immedesimarsi con lo spirito ed i contenuti trasmessi dall’insegnante, accettare gli errori e, di conseguenza, le correzioni, siano una mortificazione della creatività, un ostacolo all’espressione integrale delle proprie capacità, un incentivo alla passività? Niente di tutto questo è accaduto nell’esperienza vissuta dai partecipanti al laboratorio. Certo, scrivere un’icona non è come dipingere un quadro: ci sono delle tecniche  tramandate da secoli che vanno adottate, simbolismi da rispettare, strumenti particolari da utilizzare; c’è tanto da conoscere e da imparare, ma la grandezza e l’importanza dello scopo – realizzare una vera icona – la bellezza dell’opera, la condivisione di difficoltà, fatiche, insuccessi, nonché, dei progressi, delle scoperte, dei traguardi raggiunti, la pazienza, la determinazione messe in campo hanno prodotto il risultato sperato. É impressionante soprattutto che, nonostante le icone rappresentino tutte la stessa immagine, nessuna è uguale all’altra. “Gli occhi sono totalmente vostri, dovete farli come l’ispirazione vi suggerisce…” ripeteva la maestra. Ed infatti, lo sguardo in particolare, ma anche le tonalità più o meno intense, il drappeggio del manto hanno reso ogni opera unica e “figlia” di chi l’ha riprodotta.

L’orgoglio, la soddisfazione, perfino la commozione sono palpabili nei volti degli “iconografi” immortalati nelle foto, singole e di gruppo eseguite da Giorgio e Clara, del laboratorio di fotografia, al termine dell’ultima mattinata di lavoro.

L’icona della Madre di Dio della Tenerezza va ad aggiungersi a quella del Cristo Pantocratore realizzato nel laboratorio precedente e, nei desideri espressi da tutti, attende il futuro capolavoro da attuare nel prossimo laboratorio.

L.C.

ESPOSIZIONE NEL CHIOSTRO DELLE GRAZIE

Cosa si fa al termine di un percorso formativo che, con la sola interruzione del periodo estivo, ha impegnato docenti ed allievi dal 25 gennaio 2023 al 26 maggio 2024 nei laboratori di disegno, pittura e fotografia di “Un Atelier per tutti”? Naturalmente, una Mostra! Superfluo dire che forse nessuno dei componenti dell’Atelier ha mai organizzato un evento del genere, ma laddove difetta l’esperienza, non manca certo l’entusiasmo.

E così si parte con l’individuazione del luogo nel quale allestire la Mostra. Non ci sono dubbi nel considerare il suggestivo Chiostro della Basilica delle Grazie come la sede più idonea per l’esposizione e la richiesta in tal senso viene accolta dalla Comunità religiosa dei Servi di Maria. A questo punto ogni pittore mette a disposizione alcune delle proprie opere, mentre per i fotografi il maestro sceglie, tra le foto inviate dagli allievi, quelle più interessanti da esporre.

Allestire una Mostra non è affatto banale: bisogna decidere le modalità del montaggio e, quindi, il materiale da acquistare e da utilizzare, confrontando le proposte, valutando le conseguenze operative e, soprattutto, è necessario… mettersi all’opera. Sono stati giorni intensi nei quali tutti si sono impegnati, tra fili, nastri adesivi, spaghi, ganci, stampanti e taglierine, con il coordinamento e la fattiva partecipazione dei maestri Maddalena Cecutti e Giorgio Zuppello e di alcuni volontari, alla fine, ventinove quadri e nove pannelli con oltre sessanta fotografie sono esposti da giovedì 6 giugno nel Chiostro delle Grazie. L’esposizione avrebbe dovuto chiudere domenica 9 giugno, ma, a grande richiesta, le opere rimarranno esposte fino alla domenica successiva. 

L’impatto che l’insieme delle opere produce sul visitatore è interessante e piacevole, grazie agli effetti della luce, all’esplosione dei colori, alla vivacità delle forme che emergono dai paesaggi, dai volti e dagli oggetti del vivere quotidiano. Certamente, nessuna di queste opere ha varcato la soglia di un qualche museo… per ora! Né ha ottenuto valutazioni entusiastiche di qualche critico d’arte… per ora! Per ora, appunto, queste opere rallegrano le pareti della propria casa, la cucina della figlia, la cameretta della nipote… “Bello quel quadro, di chi è?” “L’ha fatto la mia nonna!” Tanto basta per riempire di soddisfazione e di orgoglio gli autori… per ora! 

Ultimato l’allestimento, non poteva mancare, secondo le più antiche tradizioni locali, il “licof”, ovvero il brindisi celebrativo per la fine dei lavori e, in aggiunta, anche il saluto a conclusione del percorso formativo. I partecipanti si sono, dunque, ritrovati giovedì 6 giugno nella sede dell’Atelier, ricolma di bibite, stuzzichini, dolci di ogni tipo, rigorosamente forniti da ciascuno, come del resto si è verificato durante tutto l’anno. In un’atmosfera cordiale e festosa la presidente, nel salutare i presenti ringraziandoli per l’assidua e intensa partecipazione alle attività, ha evidenziato gli ottimi risultati raggiunti grazie all’impegno ed alla passione di maestri ed allievi, ma soprattutto, l’intensificarsi dei rapporti interpersonali. In questi mesi, si è infatti cementata l’amicizia tra le persone, che si sono dimostrate aperte al confronto, desiderose di imparare, disponibili a condividere le proprie esperienze, gratificate per i risultati propri e dei colleghi. 

Sarà compito degli organizzatori rispondere all’unanime richiesta degli utenti di proseguire un percorso che è stato così importante ed arricchente per ciascuno, individuando nuove possibilità e forme di attività. Feriti dalla bellezza e segnati dall’amicizia questi “ragazzi” sono pronti a ripartire “perché vivere è ricominciare, sempre…”.

LC

IMPARARE … DAI GIGANTI

Alcuni aderenti all’Atelier di disegno, pittura e fotografia hanno espresso il desiderio di visitare a Padova la Mostra “Da Monet a Matisse” e la Cappella degli Scrovegni. Buonavia Odv ha accolto l’invito ed ha organizzato la visita, alla quale hanno aderito una quindicina di persone. Qualche giorno prima della partenza, l’Associazione ha proposto un momento di presentazione dei due eventi: la Mostra sugli impressionisti ed il ciclo pittorico realizzato da Giotto nei primi anni del 1300 sulla storia della salvezza, nella Cappella edificata dalla facoltosa famiglia padovana degli Scrovegni.

E così, in una bella mattinata di sole, giovedì 4 aprile 2024, gli aderenti all’iniziativa si ritrovano puntuali, all’orario stabilito, davanti al Palazzo Zarabella di Padova, sede della Mostra. Alle 10,30 inizia la visita. In un affascinante percorso nelle sale del Palazzo, sono esposte le 59 opere provenienti dal Brooklyn Museum di New York realizzate da artisti quali Monet, Cezanne, Morisot, Renoir, Degas, Matisse, Rodin, Chagall, a cavallo di due secoli e i visitatori dell’Atelier, muniti di audioguide ed educati da oltre un anno di laboratori artistici, sono in grado di apprezzarne i colori, la forma delle pennellate, gli effetti della luce, la diversità degli stili: dall’impressionismo al simbolismo, al cubismo, all’astrattismo. 

All’uscita del Palazzo, c’è solo il tempo per una rapida visita del centro storico di Padova e per un veloce spuntino. Alle 14,30, la comitiva si ritrova all’ingresso della Cappella degli Scrovegni e, dopo un breve filmato di presentazione, entra nella Cappella. L’impatto è emozionante con i 180 mq della volta rappresentante il cielo stellato di un intenso azzurro e gli oltre 500 mq di pareti affrescate. Nonostante la brevità del tempo consentito per la permanenza all’interno della Cappella, i visitatori hanno la possibilità di percepire la rivoluzione apportata da Giotto nella pittura: l’uso dei colori e delle forme, l’espressione dei volti, l’intenso realismo degli episodi, i personaggi colti nella loro umanità più autentica, protagonisti di una storia raccontata attraverso delle scene mirabilmente rappresentate.

Terminata la visita, i partecipanti si scambiano opinioni, giudizi, scoperte e la percezione di una intensa giornata vissuta all’insegna della bellezza: non solo le opere ammirate, ma anche la semplicità autentica dello stare insieme hanno reso questo evento stupendo ed appagante. Un bellissimo ricordo, immortalato dalle numerose, splendide immagini realizzate da Giorgio e Clara, fotografi “ufficiali” dell’Atelier.

LC

ATELIER… con le ICONE

Marzo 2024: un nuovo evento è in programma all’Atelier della Grazia, dove, da oltre un anno, si svolgono i laboratori di disegno, pittura e fotografia riservati alle persone “di una certa età”.

Da giovedì 14 a venerdì 22 marzo tutte le attività sono state sospese per lasciare spazio ad un Laboratorio di Iconografia per principianti proposto da Buonavia OdV. La notizia del nuovo laboratorio programmato dall’Associazione si è immediatamente diffusa e numerosi sono stati gli aderenti; purtroppo solo i primi otto dei richiedenti hanno potuto essere ammessi all’iniziativa.

Giovedì 14 marzo, l’iconografa Marilisa Cosatti, udinese di nascita ma attualmente residente a Genova, ha aperto il Laboratorio fornendo una breve ma esaustiva presentazione dell’attività proposta: come sono nate le icone, quali sono le tecniche ed i materiali utilizzati per realizzarle, qual è l’atteggiamento richiesto a coloro che si cimenteranno in questo percorso.

Innanzitutto, viene spiegato che l’icona è la rappresentazione di immagini sacre (Cristo, la Vergine, i Santi), che non si dipinge come un quadro qualsiasi, ma si scrive, rappresentando fedelmente le figure secondo canoni e simboli precisi tramandati nel tempo. Il materiale utilizzato è tutto ciò che di prezioso offre la natura: il tuorlo dell’uovo, il vino, l’essenza di lavanda, pigmenti naturali ricavati da terre e pietre preziose, come il lapislazzulo e la foglia d’oro. É evidente che i soggetti da raffigurare e l’utilizzo di questi materiali richiedono attenzione, precisione, ordine ed un clima generale che dovrà essere il più possibile raccolto e silenzioso.

Vengono, quindi, distribuiti a ciascuno il materiale occorrente, la copia da raffigurare, cioè il Volto di Cristo ed un opuscolo descrittivo/esplicativo.

L’impresa, perché di questo si tratta, è ardita ed apparentemente impossibile. Nel pochissimo tempo a disposizione, bisogna infatti, imparare una tecnica nuova e realizzare i colori manipolando il materiale a disposizione; ma quasi tutti questi “ragazzi” hanno già fatto un percorso da “mai tenuto un pennello in mano” alla realizzazione di veri e propri dipinti, tutti dignitosi e alcuni dei piccoli capolavori. E poi c’è la maestra! La sua fiducia incrollabile, la sua certezza che la partita è possibile e, dunque, va giocata e soprattutto l’anteporre ad ogni obiezione l’attrattiva del soggetto da realizzare, trasmettono agli allievi, credenti e non, la consapevolezza e l’entusiasmo per cimentarsi nella prova.

Sono stati sette giorni intensi in cui tutti i partecipanti si sono impegnati con attenzione, diligenza, tenacia, senza mai cedere all’impazienza, all’ansietà, allo scoramento.

Grande merito, va ribadito, è stato dell’iconografa. Marilisa Cosatti ha, infatti, seguito tutti, passo dopo passo, uno ad uno, insegnando, sollecitando, correggendo e valorizzando ogni particolare positivo. 

La conseguenza? Allievi, attivi, sereni, instancabili ed alla fine pieni di gratitudine; nel laboratorio un clima disteso, raccolto, collaborativo.

Un’iniziativa pienamente riuscita? La risposta può essere rappresentata dalla foto di gruppo scattata l’ultima ora di venerdì 22 marzo e raffigurante alunni e docente schierati sulla gradinata della Basilica delle Grazie, sorridenti ed appagati. L’apprendimento dei principi basilari dell’iconografia può considerarsi felicemente concluso ed ogni allievo mostra orgoglioso il proprio capolavoro: la scrittura dell’icona con il Volto del Pantocreatore.

LC

UNA BIBLIOTECA PER… NONNI E BAMBINI

A fine febbraio si è concluso il laboratorio “Come e perché leggere ai bambini”, un percorso seguito con passione dai nonni alle prese con albi illustrati e storie da raccontare, interpretare e immaginare insieme ai bambini.

L’ iniziativa, sorta all’ interno del progetto TeatrAndando, ha riscosso molto successo e purtroppo alcune richieste di partecipazione non hanno potuto essere accettate per esaurimento dei posti. È sorto quindi il desiderio di darsi uno strumento che possa favorire, in modo molto semplice, un incontro tra persone che hanno normalmente occasione di verificare come il racconto e la lettura di storie e fiabe sia per i bambini un’importante possibilità di crescita e di divertimento costruttivo. Con l’aiuto di Marco Pellegrini, libraio e formatore, che ha guidato il corso, si è pensato quindi di costituire una piccola biblioteca, raccogliendo alcuni testi illustrati per bambini che sono stati particolarmente apprezzati durante le lezioni; la raccolta di libri rimarrà a disposizione sia per supportare eventuali nuove iniziative, sia per offrire possibilità di incontro e di scambio tra adulti coinvolti nell’ educazione dei bambini.

Per le informazioni e i prestiti dei testi, rivolgersi a Irene (cell.3406699608) e a Elena (cell.3487921689).

QUI potete scaricare l’elenco dei libri a disposizione.

ER

COME E PERCHE’ LEGGERE AI BAMBINI

Venerdì 19 gennaio, presso l’Atelier della Grazia in piazza 1° maggio 24 a Udine, si sono ritrovati per la prima volta i partecipanti al laboratorio di lettura ad alta voce “Come e perché leggere ai bambini”, iniziativa nata all’ interno del progetto TeatrAndando e rivolta in particolare ai “nonni”.

Gli iscritti al laboratorio (più di una ventina… e abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni!!) hanno trovato ad attenderli Marco Pellegrini, libraio e formatore, accompagnato dai suoi albi illustrati con le loro storie buffe e commoventi, istruttive e stimolanti.

I nonni sono stati così coinvolti in un lavoro in cui si sono affrontati i criteri con cui scegliere i testi per i bambini e poi si sono sperimentate le modalità e le tecniche espressive più adatte per suscitare nei piccoli un ascolto attivo; ma prima ancora ci si è confrontati sul fatto che leggere e trasmettere storie ai bambini non può prescindere dal saperli guardare con attenzione, cogliere le loro domande e le loro richieste, accompagnarli durante la narrazione.

Interessati ed entusiasti, i partecipanti, guidati con passione da Pellegrini, hanno letto ed interpretato storie di bimbi che inseguono uccellini, di orsi insonnoliti, di bambole cullate dal mare… e ciascuno aveva in mente altri bimbi con cui vivere la bellissima esperienza di lasciarsi avvolgere da una storia per riconoscere in essa parte della realtà che ci circonda e guardarla poi con più interesse e curiosità.

Leggere insieme a un bambino, come ha più volte sottolineato Pellegrini, significa costruire con lui e in lui una ricchezza che lo accompagnerà durante la sua crescita, stimolare la sua immaginazione e la sua creatività, dargli gli strumenti per comprendere meglio ciò che accade intorno a lui.

Il laboratorio prosegue ogni venerdì mattina fino al 16 febbraio 2024.

ER

L’ATELIER per TUTTI è TERMINATO… ma RIMANE!

Mercoledì 13 dicembre 2023: momento conviviale dei “pittori”. Giovedì 14 dicembre 2023: bicchierata dei “fotografi”. Così, con un saluto festoso unito agli auguri per le prossime festività natalizie, si sono conclusi i laboratori di disegno, pittura e fotografia previsti dal progetto “Un Atelier per tutti”, promosso da Buonavia OdV, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia (v. articoli precedenti).

 All’iniziativa, che ha mosso i primi passi il 25 gennaio 2023, hanno partecipato oltre venti persone, chi frequentando un laboratorio, chi due, chi tre, dimostrando in tutti i casi, per quanto le condizioni soggettive lo permettessero, fedeltà nella presenza e tenacia nell’impegno. Ogni utente si è messo in gioco con semplicità e dedizione, seguendo le direttive, i consigli, le correzioni che gli esperti hanno elargito durante il percorso. Ciascuno ha evidenziato un desiderio di conoscere, di cimentarsi, di confrontarsi veramente encomiabile, tanto che concetti lontani dal vissuto quotidiano, come colori primari e secondari, prospettiva, trasparenze, filtri, sensori, diaframmi, sono diventati patrimonio di conoscenze e competenze personali.

Il risultato nel campo prettamente artistico/tecnologico? Soddisfacente per tutti, straordinario per alcuni, ma quel che conta maggiormente è che ognuno ha vissuto l’impagabile esperienza di aver “creato” un’opera, la soddisfazione di aver condiviso un’attività assieme ad altri, per la maggior parte sconosciuti prima, in un contesto che ha facilitato l’impegno del singolo ed i rapporti interpersonali: perché nei locali dell’Atelier della Grazia in piazza I° Maggio, la pausa caffè è stato un appuntamento quotidiano ineluttabile, rallegrato ed arricchito da ogni genere di conforto offerto dai partecipanti. 

Questi mesi di intensa, serena attività hanno, quindi, fatto emergere, da un lato l’appagamento personale, per alcuni addirittura la realizzazione di un sogno, e dall’altro l’assenza di ogni gelosia o conflitto, ma un sincero apprezzamento da parte di ciascuno per i lavori dei colleghi.

Dunque, una storia bella, ma conclusa? Assolutamente no! Tutti i partecipanti – nessuno escluso – hanno chiesto di continuare l’attività, lasciando a Buonavia OdV il compito di definire proposte e modalità. Loro, intanto, si sono dati appuntamento a gennaio per continuare a vivere insieme una nuova affascinante avventura.

L.C.

TEATRANDANDO: nonni che leggono ai bambini

Lo scorso ottobre, con i due incontri dopo la pausa estiva, si è conclusa la prima fase del progetto TeatrAndando (v. articoli precedenti) che, nel corso di un anno, ha accompagnato gli utenti in un interessante lavoro di costruzione di storie, di confronto personale con documenti e opere letterarie e teatrali, di  lettura espressiva e recitazione di testi. I partecipanti, al termine del percorso attuato con la guida di Daniela Zorzini, hanno espresso la loro soddisfazione, sottolineando il clima di collaborazione e amicizia che si è creato, la scoperta e la cura delle proprie capacità espressive, la possibilità di incontri con realtà, come il monastero di Attimis, che hanno arricchito l’esperienza di ciascuno.

Si è quindi prospettata la possibilità di riprendere una parte importante del lavoro svolto, quella legata alla lettura espressiva di fiabe per l’infanzia, e di progettare una nuova fase, dedicata in particolare ai nonni.

Questa possibilità si è concretizzata per la disponibilità di Marco Pellegrini, libraio di Gorizia che da tempo svolge un’intensa attività di formatore in corsi rivolti a giovani e ad adulti interessati a scegliere e a proporre ai più piccoli la lettura di fiabe.

E’ stato quindi organizzato un laboratorio di lettura ad alta voce proposto a genitori, nonni ed educatori consapevoli che, come sottolinea il testo d’ invito all’iniziativa, i libri possono unire profondamente adulti e bambini, creando un rapporto esclusivo di condivisione, curiosità e complicità. La voce dell’adulto che legge ai più piccoli diventa la prima, indimenticabile canzone dell’infanzia. L’esperienza dell’ascolto e della lettura di storie è fondamentale nella crescita del bambino, stimola la sua immaginazione ma anche lo guida nella comprensione di ciò  che accade in lui e nella realtà che lo circonda, accendendo la sua curiosità e il suo desiderio di conoscere.

Il corso si terrà il venerdì dalle 10 alle 12 a partire dal 19 gennaio e consisterà in cinque incontri :

L’albo illustrato: come sceglierlo – 19 gennaio

L’ albo illustrato: tecniche di lettura ad alta voce – 26 gennaio

Come leggere ai bambini un albo illustrato – 2 febbraio

Come relazionarsi con i bambini durante la lettura – 9 febbraio

Raccontare un libro senza testo – 16 febbraio

Gli incontri si terranno presso L’ATELIER DELLA GRAZIA, Piazza I° Maggio 24, Udine

La partecipazione al laboratorio e’ gratuita.

Per informazioni e iscrizioni contattare Elena 3487921689 o Irene 3406699608.

E.R.